progetto
Mi chiamo Reda e sto trasformando casa mia.
Se pensare globalmente significa agire localmente, ho deciso di mettermi in gioco fino in fondo e iniziare da ciò che di più locale ho ritenuto esserci: casa mia.
Anche per quanto riguarda il sostegno e la partecipazione non potevo che iniziare coinvolgendo e confrontandomi con le persone che più mi sono vicine : la mia famiglia, la compagna con cui vivo, il proprietario di casa, i miei amici, il mio quartiere.
È cosi che la “casa di reda” è diventata “Casa delle Culture”.
Casa delle culture è un progetto sperimentale in cui voglio lanciare una sfida e provare a realizzare dall’inizio alla fine un progetto interamente sostenibile.
Dopo dieci anni di esperienze lavorative nel campo socio culturale, a contatto con tutte quelle attività che sono finanziate e promosse dalle istituzioni e dalla politica, ho deciso di rimettere in discussione tutto. Per Casa delle Culture non voglio rivolgermi a banche o finanziatori pubblici ma partire dal basso: dalle mie mani.
Ho saldato, imbiancato, buttato giù pareti e aperto finestre, al mio lavoro si sono uniti i miei amici e un po’ tutta la gente del quartiere: ognuno con i propri tempi, ognuno con le proprie competenze e idee.
Dalle sue fondamenta, Casa delle Culture è un progetto di appartenenza comune, slegato da qualsiasi etichetta: non è un ristorante, ma i laboratori di cucina permetteranno ad amici provenienti dalle diverse comunità di stranieri a Palermo, di far conoscere i sapori dei propri paesi , e chi mangia potrà finalmente imparare a cucinare quello che sta mangiando.
Non è un locale come un altro, ma un luogo di scambio e di confronto, uno spazio aperto a iniziative e idee che ognuno può proporre e condividere .
Ho costruito dei tavoli che sollevati diventano degli espositori per mostre di fotografia, pittura, installazioni. Il mio cortile sarà uno spazio per far giocare i bambini la domenica e per fare esibire musicisti durante la settimana, i guadagni delle serate saranno reinvestiti per finanziare progetti di giovani artisti o progetti sociali. Vorrei dimostrare che anche una piccola casa, come casa mia, può essere tante cose insieme, che nonostante le quattro mura di mattoni una casa può trasformarsi a seconda di chi la frequenta. Un unico luogo può significare tante cose. Addirittura tante culture.
Marocchini, greci, rumeni, senegalesi, francesi, italiani e la diversità di tante altre persone che a Palermo convivono fianco a fianco, dividendosi le strade, i mercati, la vita, sono la grande ricchezza della città, di cui spesso non ci si rende conto.
Si può viaggiare soli per il mondo e imparare dal confronto delle infinite diversità culturali, io ho deciso di far passare il mondo da casa mia e in questo viaggio coinvolgere tutti i miei amici e coinvolgere il mio quartiere, i Danisinni, un quartiere dimenticato, dove spesso sento che sia Palermo ad essere la periferia.
6 commenti»
Allora sulla terra c’è ancora vita!!
Complimenti mi sembra uno progetto bellissimo.
Vi verrò a trovare presto.
Ragazzi appena ho scoperto questo progetto sono stata felicissima..spero davvero che la casa delle culture possa diventare un luogo di scambio,confronto ed amicizia e farò del mio meglio per contribuire.A presto!!
progetto bello ed interessante…. fa venire la voglia di approfondire
ciao!
leggo e guardo video. in culo alla balena per questa proposta bellissima e coraggiosa. al prossimo passaggio per palermo di certo passerò dalla Casa, ben felice di poter dare una qualsiasi mano.
a presto!!!
Greta
questo è un progetto stupendo!!verrò a trovarvi presto
Ciao!
che piacere vedere un progetto simile!
Tempo fa (ai tempi dei “Cantieri” di “Rita Presidente”… un secolo…) avevo fatto proprio una proposta simile, ma era rimasta al livello di idea.
Ti seguo, diffondo e spero di venirti a trovare a Danisinni (quartiere che ho scoperto per caso qualche mese fa).
Il Signore benedica i tuoi progetti
PS forse eravamo colleghi a Magistero nel periodo 1992-97 ?